ANCHE L’OPINIONE DEI SARDI E’ NELLA PRIGIONE COSTITUZIONALE
L’ART. 5 IMPONE LA UNICITA’ E INDIVISIBILITA’ ANCHE ALLE OPINIONI
Premesso che al quesito referendario “Volete voi che il paesaggio sardo terrestre e marino sia modificato con l’installazione sul terreno ed in mare di impianti industriali eolici e/o fotovoltaici per la produzione di energia elettrica?, avremmo votato NO o ci saremmo astenuti.
Avremmo comunque espresso la nostra contrarietà in quanto riteniamo tale proposta strumentale perché nata e finalizzata in ambito di chi nega la nocività della CO2, opportunista perché a traino della proposta di iniziativa popolare Pratobello 24 ma principalmente perché anche se in termini consultivi avrebbe portato il popolo sardo a negare la possibilità di utilizzare il proprio petrolio, che sono vento, sole e acqua, per generare energia.
Di fatto il SI al quesito avrebbe lasciato la nostra terra in mano ai petrolieri e alla dipendenza energetica, i sardi avrebbero continuato a immettere CO2 in atmosfera più di qualunque cittadino europeo e con la scusa di ridurre tale impatto avrebbe aperto la strada alla sciagurata scelta delle centrali e delle scorie nucleari.
Avremmo espresso la nostra contrarietà ma scendiamo in campo con fermezza per la difesa del diritto del popolo sardo di decidere su questioni che riguardano, nel presente e nel futuro, il proprio habitat, il proprio ecosistema e la sovranità sulla propria terra.
Tolti gli arzigogoli inutili la sentenza di respingimento del referendum redata dal Ufficio Regionale per il Referendum è basata sulla chiave che chiude i sardi dentro la prigione Costituzione Italiana, l’art. 5 che sancisce l’unicità e indivisibilità dell’Italia e di fatto dichiara i sardi, “italiani a poderiu”.
La sentenza che già in premessa sancisce “Preliminarmente, giova rammentare che la Repubblica è “una e indivisibile” (art. 5 Cost.), precisandosi che mentre l’indivisibilità impone un limite determinato e tassativo, il carattere dell’unità è un principio elastico dal quale discendono puntuali limiti alle autonomie territoriali, tra i quali vengono in particolare rilievo” ricorda ai sardi, anche a quelli che nella vertenza energetica continuano a chiamare in difesa una miriade di articoli costituzionali, che la Sardegna è una colonia, internata con la forza, dell’Italia e tutto va deciso e attuato nel solo interesse dell’Italia.
Se mobilitazioni ci saranno contro il respingimento del referendum popolare, noi indipendentisti sardi ci saremo, perché questa è la nostra trincea. Siamo pronti a difendere con fermezza e durezza il diritto del nostro popolo di decidere sulle scelte culturali, economiche, ambientali ed energetiche che riguardano la nostra gente e la nostra terra.
Noi siamo e saremo nella ribellione perché la forza più grande di un popolo è il popolo stesso.
SARDIGNA 3/01/2025 – Annu 164u Dominatzione Italiana COORDINAMENTU NATZIONALE
Sardigna Natzione Indipendentzia