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20 Sindaci quasi indipendentisti chiedono la riforma strumentale dello statuto

Una vera e propria minaccia di indipendenza, o meglio di secessione per adeguarsi al loro stato politico di appartenenti a partiti italiani, quella dei 20 sindaci auto dichiarati di sinistra che hanno diffuso un documento contro il governo di destra che tramite l’avvocatura dello stato ha impugnato la moratorina regionale e ha chiesto anche la sospensiva della stessa.

Non possiamo che trovarci d’accordo con gran parte del testo che accusa lo stato italiano, si dicono lo stato, di avere un rapporto coloniale con la Sardegna, siamo tornati al vecchio slogan de Su Populu Sardu, Sardigna = Colonia.

Non possiamo che condividere, chiediamo loro di essere conseguenziali a quanto dicono, per essere credibili. La maggior parte di loro sono militanti e iscritti a partiti italiani, proprio ai partiti coloni, a quei partiti stato che sono le colonne portanti della colonizzazione in Sardegna e che a loro hanno assegnato la funzione di intermediare il colonialismo.

Sono gli stessi partiti che hanno intermediato le aree idonee per le servitù militari, le servitù di discarica e che adesso stanno intermediando le aeree idonee per la servitù energetica, la devastazione della Sardegna per permettere allo stato coloniale di rubare l’energia dei sardi.

Siano conseguenziali, chi sta imponendo la servitù energetica alla Sardegna è lo stato, sono i governi dello stato, quelli precedenti e quello attuale, sono i partiti dello stato, quelli che hanno governato prima e quelli che stanno governando adesso. Se vogliono essere efficaci rompano i rapporti con i partiti stato e stiano con la gente sarda, entrino nella ribellione del popolo sardo.

Lascino perdere per favore la richiesta, ci permettiamo di dire strumentale, di una riscrittura dello Statuto di Autonomia della Sardegna. Sanno benissimo che in un parlamento di accuditi, di centralisti, di casa patria e famiglia tricolori la ricontrattazione dello statuto sarebbe a perdere e non a guadagnare sovranità.

Siete i meno titolati a chiedere una ricontrattazione dei rapporti con lo stato, voi appartenenti ai partiti stato, come la meno titolata a capeggiare questa mobilitazione è la Todde con il manto di centralista e nume tutelare dell’unità d’Italia che ha indossato nella negazione dell’autonomia degli altri.

La mobilitazione dal basso che voi chiedete c’è già e voi siete controparte non conduttori.

Da quella mobilitazione dal basso sta nascendo una nuova classe politica pronta a sostituire la vostra impotenza per funzione e aprire davvero uno scontro duro con lo stato, per far acabbare sa tirannia, non per moderarla e ammansirla come voi avete sempre fatto e vorreste nuovamente fare.

Voi sapevate che lo stato avrebbe impugnato la vostra moratorina ma l’avete fatta lo stesso perché serviva un “nemico cattivo”, il governo, che insieme alle cattive multinazionali, autorizzate dai vostri partiti, impugnasse la vostra “buona legge” e vi permettesse di strapparvi un bottone facendo vedere di strapparvi le vesti.

Le vesti si strappano davvero strappando la sudditanza che vi lega ai parti stato tricolori e entrando nella ribellione del popolo sardo, nella ribellione di una generazione di sardi che non vuole passare alla storia come la generazione che ha permesso la devastazione della Sardegna.

SARDIGNA 06/09/2024 – Annu 163u Dominatzione Italiana
Cumitadu SOBERANIA ENERGETICA
Sardigna Natzione Indipendentzia

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